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Come gestire quel “problema” chiamato liquidità!

Come gestire quel "problema" chiamato liquidità!

Non si era mai sentito dire che avere della liquidità potesse essere un problema. Nella situazione “capovolta” in cui ci troviamo in questo periodo, tassi sotto lo zero e nuove regole del Bail-in, è diventata una (altra) preoccupazione. A creare questa situazione è l’effetto combinato tra i tassi sotto zero imposti dalle politiche monetarie espansive Banca Centrale Europea (Bce) e il Bail-in (in caso di ristrutturazione della propria banca, oltre ai detentori di azioni e bond subordinati, sono chiamati a partecipare gli obbligazionisti “normali” e per depositi superiori ad € 100.000 anche i correntisti). Le soluzioni a questo problema sono purtroppo limitate e dipendono dalla tipologia dell’investitore, dall’orizzonte temporale scelto per fare rendere i propri risparmi e della dimensione del “problema-liquidità”.

Risparmiatori alla prova.

CONTI DI DEPOSITO. Per cifre non enormi una soluzione potrebbe essere quella del conto di deposito, anche se da affrontare con le dovute cautele. Mediamente i rendimenti offerti dalle banche si stanziano sull’1% (lordo, ritenuta fiscale 26%) e sono soggette a vincoli temporali non superiori ai 12 mesi. Per importi fino ad € 100.000 vale la garanzia del Fondo interbancario a tutela dei depositi, oltre il Bail-in rappresenta un forte elemento di criticità.

GESTIONE SEPARATA. Una delle soluzioni più efficienti potrebbe essere quella di sottoscrivere una “gestione separata”, come per esempio una polizza assicurativa di Ramo 1, legata al rendimento di una gestione separata interna alla compagnia, impignorabile, insequestrabile, che permette di consolidare di anno in anno le prestazioni maturate. Tempo minimo di investimento un anno, con piccole penali di uscita decrescenti nel secondo e nel terzo anno. Capitale massimo investimento € 250.000,00.

FONDI COMUNI, BOND, UNIT LINKED. Tali strumenti possono comportare dei rischi per i risparmiatori, soprattutto per orizzonti temporali di breve periodo, riescono ad ottimizzare i loro rendimenti su orizzonti temporali di medio lungo periodo (almeno 5 – 10 anni). In questo particolare momento storico in cui gestioni separate e conti deposito stanno costantemente riducendo i loro rendimenti per effetto della riduzione dei tassi, tali strumenti possono essere una ottima opportunità, l’investimento deve essere oculato e diversificato, è buona cosa affidarsi ad un gestore esperto e referenziato, oltre a fare attenzione alle commissioni di sottoscrizione e di gestione.

Cosa fare?

La soluzione ottimale è quella che permette di suddividere il proprio portafoglio in queste tipologie di investimento, prendendo da ognuna le caratteristiche migliori. Una polizza mista proprio che unisce i vantaggi della gestione separata e non fa perdere le opportunità di rendimento offerte dai fondi comuni di investimento:

Accessibile:

Accessibile anche per capitali limitati, premio minimo € 5.000 possibilità di PAC

Costi:

Caricamenti di ingresso 0%

Flessibilità:

Possibilità di fare versamenti aggiuntivi e riscattabile già dopo un anno.

Diversificazione:

Un unico strumento permette di diversificare i propri risparmi, diminuendo i rischi e cogliendo le opportunità offerte dal mercato.

Garanzia:

Garanzia della Gestione Separata e della Gestione Attiva fatta da un investitore esperto.

Polizza Vita:

Vantaggi della polizza vita in chiave successoria e di tassazione rendite.